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Laura Costa Damarco

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  Aosta, 11100
  Italy

Diapason
Questa raccolta di racconti è estremamente varia. Le vicende narrate sono di volta in volta allegre e amare, grottesche e nitide, drammatiche e tenere, malinconiche e tragiche. Alcune novelle si propongono di rappresentare realisticamente la vita, altre tendono invece ad essere visionarie o provocatorie. Alcune storie, non necessariamente quelle realistiche, partono da spunti reali, altre sono frutto di pura fantasia. Il titolo del libro nasce dal fatto che l’unico filo conduttore tra i racconti è dato dalla comune origine dei medesimi: se il diapason dà il la, il titolo dà il fa-re. I racconti, infatti, sono stati scritti tutti in base alla suggestione provocata da un titolo. Le regole elementari della statica suggeriscono di cominciare dalle fondamenta… La letteratura non è statica, è dinamica: io sono partita dal tetto. (Grafica www.multimediavda.com)
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La Ruota
Come dice Pino Riva ad un certo punto del racconto la vita è una ruota che gira e, per portare su qualcuno, deve spiaccicare qualche altro. Quando poi si vive in un periodo storico particolarmente travagliato, come appunto quello che va dal 1938 al 1989, la ruota della Vita, e della Fortuna, gira ancora più velocemente e produce mutamenti radicali. La ruota gira, innalza qualcuno, schiaccia qualcun altro, ma in sostanza la vita si ripete presentando situazioni spesso molto simili tra loro. Già, perché la natura dell’uomo muta molto lentamente e non esistono classi sociali migliori delle altre. Alla base di questa storia inventata, ci si può facilmente riconoscere nei diversi personaggi: per descriverli, non è stato necessario riferirsi a qualcuno in particolare, ma all’umanità in generale. (Grafica www.multimediavda.com)
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Contacc!
Contacc! è un’imprecazione tipica del dialetto piemontese a partire dal XVII secolo; molto usata da Vittorio Emanuele II e diffusa ancora a Torino nella prima metà del ‘900. Ancora oggi un piemontese D.O.C. ne conosce il senso. Si tratta di un’imprecazione colorita che può assumere tutta una gamma di sfumature, dal dispetto, allo stupore, alla rabbia, e che appartiene comunque al linguaggio triviale. Mi è sembrata adatta come titolo del mio romanzo breve, in quanto non solo fa parte del lessico del protagonista, l’investigatore Ettore Capra, ma risulta indispensabile, in un punto cruciale del racconto, per sdipanare la vicenda. Inoltre, la storia può suscitare più di una volta nel lettore un’esclamazione di sorpresa, cioè un Contacc! convinto. Lo spunto di questa sorta di giallo ambientato a Torino nel periodo dell’unità d’Italia e nel Nord America ai tempi della guerra di secessione è dato da un fatto reale avvenuto in quell’epoca. (Grafica www.multimediavda.com)
Print: $12.42
 
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